L’accessibilità è (anche) questione di tecnica. Intervista a Gianluca Aloi.

L'accessibilità, lo abbiamo detto tante volte in questi mesi, è questione di volontà, di passione, di vocazione ma soprattutto di diritti e di doveri. Diritti delle persone con cecità e sordità di partecipare attivamente all'offerta culturale del proprio Paese, dovere della politica, degli amministratori e degli operatori culturali di formarsi, reperire informazioni, cercare specialisti e tecnici dell'accessibilità. Anche se non è facile, a volte le professionalità giuste si trovano tra persone che nella vita di tutti i giorni si occupano di cose apparentemente diverse, ma che coltivano con passione, devozione, ottimismo, inventiva, fantasia e competenza tutte quelle attività che si rivelano fondamentali per l'accessibilità – teatrale nel nostro caso.
Oggi è il turno di Gianluca Aloi, una delle menti 'tecniche' più importanti dello spettacolo 'Le Avventure del Piccolo Burattino'. Lo abbiamo intervistato per voi, e anche un po' per noi.

 

 

CA: Gianluca, è arrivato anche il tuo turno. Non si parla quasi mai di chi sta dietro le quinte, di chi lo spettacolo lo recita a memoria pur non essendo sul palco di fronte al grande pubblico. Eppure anche tu in questo spettacolo, per così dire, ci hai ‘messo la faccia’. Ci spieghi un po’ cosa fai nella vita e come sei arrivato al teatro?

Salve, non è facile raccontarsi o comunque condensare tutto in poche righe…comunque, quando avevo tre anni…scherzo!! Come potete ben capire sono un tipo poco serio… nella vita di tutti i giorni svolgo una normale attività lavorativa (che di questi tempi è una fortuna ) presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato però come spesso accade sono le passioni artistiche e gli hobby che con il tempo e la costanza mi hanno accostato nel tempo libero al teatro, alla grafica e al editing video. Nello spettacolo del Piccolo Burattino queste tre passioni hanno trovato visibilità.

 
CA: Bene, il teatro per te quindi rappresenta una passione e un’esperienza personali, ancor prima che un lavoro. Eppure, ne Le Avventure del Piccolo Burattino, ti sei occupato di una marea di aspetti che faremmo fatica ad affrontare qui singolarmente, e che richiedono professionalità, precisione, senso dell’ordine e tante notti insonni. Ci puoi brevemente riassumere questi aspetti?
 

Un aspetto fondamentale di tutto questo lavoro è stato fissare gli obiettivi da raggiungere poi il lavoro che ne è uscito fuori è merito di una collaborazione congiunta di moltissime persone che con la loro esperienza e professionalità  hanno fatto crescere ed evolvere il progetto. Le notti insonni le abbiamo passate in tanti soprattutto  quando dovevi trovare una soluzione per mediare alle varie esigenze. Diciamo che nella costruzione del video ho avuto “l’ingrato compito”,esperienza piacevolissima e positivissima, di riassumere problematiche di regia teatrale, fumettistiche e soprattutto, e non meno importanti, quelle di sovratitolazione.
 
CA: Parliamo di un aspetto tecnico ed editoriale che interessa molto ai nostri lettori: la sovra titolazione. Ci puoi illustrare brevemente come sono stati prima prodotti e poi inseriti i sottotitoli nella scenografia?
 
Bella domanda…La sovratttitttolazione, ( ci vanno tutte ste t vero?) è stata una delle esperienze più nuove e interessanti. Ora descriverle tutte sarebbe difficile. Uno dei nodi principali è stato quello di definire il carattere e la dimensione, quest’ultima poi in una prova di scena ci siamo accorti che era troppo piccola. Altro nodo è stato l’associazione del colore ai personaggi. In un primo momento abbiamo sperimentato una banda bianca, ma è stata subito abbandonata per far posto a quella nera…e così via per tanti piccoli accorgimenti. In tutto ciò tu ( Vera, ndr)  hai sempre supervisionato costruito e corretto la sovratitolazione. Ahh quasi dimenticavo molto piacevole ed interessante è stata la costruzione del  karaoke di alcune canzoni che girano all’interno dello spettacolo.
 
CA: E per quanto concerne la proiezione dei sovra titoli? Ci puoi dare svelare ‘trucchetto’ del mestiere?
 
E che ne so io…lo dovresti chiedere al tecnico video!!! ….Mi suggeriscono che tutto lo spettacolo è stato costruito a scene. Un sovratitolo corrisponde ad una scena. Quando gli attori recitano un tecnico (per ora io finchè non mi licenziano) blocca e riavvia il video facendo si che le immagini con la sovratitolazione compaiono al momento giusto. Oltre non dico…
 
CA: Sai bene che facciamo sempre anche qualche domanda un po’… personale. E’ arrivato anche il tuo turno. La prima è questa: tu non sei un esperto di accessibilità, né di sordità, né di sovratititolazione. Nella tua formazione ed esperienza di tecnico, quanto la conoscenza delle necessità delle persone sorde e cieche ha contribuito alla tua esperienza? E se sì, quanto ti servirà per il futuro?
 
Quando mi sono legato a questo progetto si è aperto un mondo nuovo. E’ stata una continua ricerca ed è solo attraverso la collaborazione di chi già da tempo ci lavorava e di chi il problema lo vive giorno per giorno che mi ha fatto capire tante sfumature di accessibilità,sordità e sovratitolazione. Credo che non si finisca mai di imparare e chi crede di essere arrivato è già morto in partenza! Bisogna sempre mettersi in discussione e qualunque indicazione, critica o suggerimento può solo che aiutarci in un futuro. Credo anche che la tecnologia e qualche sperimentazione potrà aiutarci a proporre qualcosa di nuovo e sempre più accessibile.
 
CA: Una domanda a cui non si scappa. Che cos’è per te l’accessibilità?
 
In campo artistico rendere fruibile uno spettacolo a 360°, più in generale è la tendenza ad abbattere tutte quelle barriere che non permettono a chi ha forme di disabilità diverse di accedere a servizi e informazioni.
 
CA: E ora fatti una domanda e risponditi da solo.
Gianluca: Vuoi ringraziare qualcuno?
 
In questa esperienza sono uscito accresciuto umanamente e culturalmente. Ho avuto la fortuna di conoscere persone nuove e conoscere ancor meglio vecchi amici. Vorrei ringraziare Donatello e Lisa, promotori con l’associazione Lifra del progetto, e te Vera , presidente di Culturabile, per avermi dato queste opportunità. Ma ringrazio soprattutto Claudio Rosa (fumettista), Elena, Veronica, Giancarlo, Donatello, Lisa (attori), Tommaso (aiuto regia), Luca e Martino (tecnici luci e audio), Vera (audiodescrizione), Massimo (voce narrante) che mi hanno accompagnato e mi accompagneranno per questa avventura…..Ahhhh dimenticavo…  Grazie a tutti voi che ci seguite!
 
 

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