Se l’Italia è questa – di Stefania Doronzo

 

 
Questa è l'Italia?!
 
 
Salve, sono Stefania Doronzo e sono responsabile e presidente del comitato giovani dell'associazione “Unione Italiana per Ciechi ed Ipovedenti” della BAT sezione provinciale.
Da qualche mese  mi sto occupando di un’iniziativa che coinvolge la nostra categoria di non vedenti e che riguarda l’accessibilità agli spettacoli nei luoghi pubblici pur se organizzati da privati.
 
In particolare, ciò che noi contestiamo è il vuoto normativo che da sempre caratterizza questo settore. La sua conseguenza più eclatante consiste nel rendere lecita qualsiasi forma di libertà e discrezionalità da parte degli organizzatori i quali, molto spesso, optano per delle modalità di accesso del tutto personali e talvolta davvero prive di umano buon senso.
 
Può accadere, ad esempio, di dover pagare un solo biglietto per l’indispensabile accompagnatore, o di poter partecipare all’evento con una riduzione o, come purtroppo spesso accade, di arrendersi al pagamento del biglietto per entrambi, subendo a volte in quest’ultimo caso un trattamento diverso rispetto ad altre forme di disabilità.
Si tratta di un copione che ormai purtroppo ci è noto e stranoto.
 
Un episodio emblematico è stato quello recente da parte dell’organizzazione che ha promosso il concerto del 21 luglio a Bari di Santana. In quell’occasione, di fronte alla ennesima mal celata indifferenza dell’operatore a cui mi stavo rivolgendo (al quale peraltro non veniva chiesto nient’altro che adempiere al proprio lavoro)  ho preso la decisione di informarlo nei riguardi della battaglia che sto portando avanti con tenacia e determinazione e che sta riscuotendo discreto successo in tutta Italia (ne è la prova la crescente diffusione di adesioni, a tutt’oggi più di duecento, che sta acquisendo la pagina che ho aperto appositamente in facebook per promuovere la mia iniziativa). Di rimando mi è stato risposto che quanto era stato deciso in merito era insindacabile, pertanto ho dovuto pagare il doppio biglietto a fronte del pagamento di uno singolo riservato ad altre forme di disabilità!
 
Una situazione ancora peggiore si verifica quando l'organizzazione non si preoccupa affatto di rendere ufficiali le sue disposizioni, portando noi non vedenti all’interno di un circolo vizioso in cui siamo costretti a barcamenarci tra la ricerca di un ufficio a cui rivolgerci e valanghe di risposte il più delle volte inconcludenti o poco chiare.
 
Diventa sempre più evidente, quindi, che ciò  che alimenta la nostra battaglia è il forte desiderio di ottenere una legge che sia uguale per tutti i disabili in merito alla questione dell'accessibilità agli eventi; una legge che metta la parola fine alla  perenne incertezza che oggi regna sovrana e che porta tanti di noi a scegliere la via dell’arrendevolezza perché demotivati dagli innumerevoli ostacoli di cui è disseminato il percorso decisamente più arduo verso una partecipazione attiva alla vita sociale.
 
Auspico altresì, in attesa di una normativa a carattere nazionale, una maggiore sensibilità da parte delle istituzioni locali, concessionarie di spazi e luoghi pubblici ad organizzatori di eventi culturali come spettacoli, concerti, manifestazioni sportive ecc…, affinchè intervengano con provvedimenti volti a circoscrivere o limitare  la sopra  lamentata discrezionalità..
 
Occorre ricordare a tutte le organizzazioni il fatto che disabile non è solo chi va in carrozzella, disabile non è solo chi ha capacità diverse da quelle comuni, ma disabile è un mondo da scoprire, è un mondo che può donare tanto alla società, la stessa che dovrebbe farsi portavoce dei bisogni di tutti i cittadini soprattutto dei più disagiati.
 
Penso dunque che sia arrivato il momento di puntare anche in questo settore alla trasparenza e a norme dignitose per noi disabili che finalmente ci permettano di avvicinarci alla cultura, perchè solo una cultura  accessibile a tutti è una cultura che ha valore.
 
Stefania Doronzo
 
 
Noi di CulturAbile non possiamo che accogliere e sostenere le legittime richieste di Stefania e sollecitiamo tutti a commentare, a rispondere,  a proporre idee. insomma a progettare insieme a noi una nuova accessibilità per tutti. 

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