Be Specular: un aiuto a distanza per chi non vede

Di Elena Brescacin

I cellulari moderni hanno tutti la capacità di fotografare o registrare video, e grazie allo sviluppo di app di terze parti, negli anni sono state create numerose soluzioni che possano permettere ai non vedenti di sfruttare la fotocamera per poter acquisire informazioni o chiedere aiuto.

Le app più conosciute che usano la fotocamera per facilitare la vita quotidiana di chi non vede, sono tap tap see, che descrive le fotografie scattate o caricate dalla libreria, Be my eyes, che permette di farsi assistere tramite videochiamata, oppure Aipoly vision, un'intelligenza artificiale che cerca di identificare oggetti e colori.

Noi del gruppo NvApple stiamo testando una nuova realtà, BeSpecular, attualmente in beta privata, alla quale si possono iscrivere sia non vedenti sia vedenti, per poter far crescere la comunità su cui si basa questo servizio.

L'applicazione è nata nel 2014 dall'idea di uno studente italiano, Giacomo Parmeggiani, e un'amica sudafricana conosciuta in California, ma lo sviluppo continua nel nostro paese.

BeSpecular, funzionerà così: l'utente carica una o più foto, scattandole immediatamente o prelevandole dalla propria libreria fotografica. Una volta caricate le foto sul server, l'utente dovrà registrare un messaggio vocale, con la procedura del tieni premuto e rilascia, già nota per altre app di messaggistica istantanea con supporto per messaggi vocali. Il server smisterà il messaggio ai volontari vedenti, i quali a loro volta risponderanno con un messaggio testuale, o vocale, descrivendo la fotografia. Attivando l'apposita funzione, si possono anche ricevere più risposte da più persone, sulle stesse foto.

Ricevuta la risposta, ogni utente avrà la possibilità di valutare con il classico sistema delle stelline, il proprio interlocutore: sia chi riceve assistenza, sia chi la fornisce. Pertanto, chi non vede potrà notificare al volontario che gli è stato molto, poco, o per niente, di aiuto, in futuro anche motivando la valutazione; il vedente, dal canto suo, può valutare la persona da cui ha avuto la richiesta, considerando anche il fattore cortesia che, nell'ambito di queste app di volontariato a distanza, è fondamentale. Più si è cortesi e miglior aiuto si riceve.

A differenza di altre app analoghe, nate all'estero, questa ha già i volontari che parlano italiano per cui le richieste vocali vanno inviate necessariamente in lingua italiana; il lancio al pubblico dovrebbe arrivare verso fine estate 2016, ma grazie al programma di beta, la comunità di utenti e volontari è già in espansione.

Un esempio di utilizzo potrebbe essere la richiesta di farsi leggere la scadenza o il nome di un alimento o farmaco, oppure farsi dire il colore di un capo di abbigliamento, oppure farsi descrivere -tramite invio di un'istantanea dello schermo-, la fotografia di un prodotto che ci si accinge a comprare da internet; questo servizio non è utile per operazioni in tempo reale, per esempio la visualizzazione di informazioni su un display, che variano alla pressione di pulsanti.

Il 20 aprile Striscia la Notizia ha mandato in onda un servizio su Be Specular.

Il servizio di Striscia può essere riascoltato cliccando qui

Il podcast con l'intervista a Giacomo Parmeggiani, a cura della redazione di NvApple, può essere ascoltato cliccando qui 

 

CulturAbile ringrazia Elena Brescacin per il contributo, invitando tutti i lettori a diffondere e a sostenere BeSpecular

4 Responses to Be Specular: un aiuto a distanza per chi non vede

  1. Ciao,è un app davvero utile,ma se io voglio scaricarla come posso fare?tanti saluti

  2. la trovo una app meravigliosa ,mi auguro che non ci siano volontari burloni….

    io sono ottimista e mi auguro che questa comunity si espanda a macchia d'olio.

    bravi!!

  3. Milano Maria Grazia

    Salve sono Maria Grazia,molto apprezzabile il lavoro che state facendo anzi ce ne fossero di persone come voi.Ho una domanda però come fa una persona cieca ad arrivare all’app visto che i cellulari di oggi sono così sensibili addirittura allo sfioramento?

  4. Gabriella Belotti

    Trovo questa iniziativa di grande aiuto e di grande civiltà!

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